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Il nome
Testi a cura di Padre Giovanni Di Carlo
Sulla etimologia del nome Marano sono state fatte diverse ipotesi, ma non sono convincenti. C'è chi lo vorrebbe derivato da "Marra": una specie di zappa per usi diversi. C'è chi lo verrebbe derivato dalla contrazione dell'aggettivo "mar(sic)ano" C'è chi lo vorrebbe derivato dall'aggettivo "mar(i)ano" per la spiccata devozione degli antenati verso la Madonna..(1) C'è chi lo vorrebbe derivato dalla presenza di una guarnigione di soldati napoletani provenienti da Marano di Napoli. C'è chi lo vorrebbe derivato dai nomi con desinenza latina "anus" che indicava un possesso. Quindi "Mari-anus" possesso di Mario Vi sono anche altre supposizioni, ma tutte lasciano perplessi e scettici. Pertanto, ci si deve accontentare delle supposizioni circa la derivazione etimologica del nome "Marano".
 
 

 
Riparo rupestre.
 

Per la sua posizione e per la sua configurazione, il colle sul quale sorge Marano, deve essere stato fin dai tempi della preistoria, un naturale luogo di riparo e di annidamento umano. Lo spuntone roccioso del colle non doveva difettare di anfratti e di incavi, adatti per il ricovero, per la sosta e per la difesa da ogni insidia. Ancora oggi, negli scantinati di molte case si trovano grotte e grotticelle. 
 
Non è azzardato a farle risalire, almeno nell' incavo originario, alla preistoria, alla civiltà rupestre. Forse di queste cavità e di questi anfratti può essersi servito l'antico l'uomo marsicano", del quale, nelle grotte di Ortucchio, sono stati ritrovati alcuni resti risalenti a oltre 13000 anni addietro. verosimilmente, l'antico l'uomo marsìcano" non aveva dimora soltanto a Ortucchio, ma in ogni luogo adatto della Marsica, come lo spuntone riccioso su cui sì trova Marano.
 
Il territorio di Marano, poi, poteva fornire il necessario sostentamento a questi uomini primitivi. Le piccole valli e le "Cese" potevano offrire l'avvio a una rudimentale agricoltura e il versante boscoso poteva assicurare la cacciagione. Nel passato i Boschì di Marano dovevano avere ampie dimensioni con piante secolari. Gli anzìani ricordano ancora le imponenti querce delle località "Mozzoni" e "S. Nunzio". Erano querce dal tronco gigantesco e dalla chioma maestosa.
 
 

 
Punto di vedetta
 

Da Marano ci si trova in collegamento visivo con Magliano, Alba Fucense, Antrosano, parte dei Campi Palentinì teatro nel passato di battaglie decisive (Esempio: battaglia vinta da Carlo D'ANGIO' su CORRADINO 1268), con Torano, Spedino, Corvaro e con le alture di S. Donato e Poggio Filippo.
Anche al presente, l'Ente Autostrade "SAR" ha trovato a Marano, "Guardapiano", il posto più adatto per collegare, via radio, i due bracci dell'autostrada per l'Aquila-Teramo e per Avezzano-Pescara.
 
Anche la Sip vi ha innalzato un superbo traliccio. Marano, poi, sul suo spuntone roccioso ha resistito a diversi terremoti. Nel 1915, nel terremoto che distrusse la Marsica, i paesi che resistettero al sisma, furono Tagliacozzo e Marano, anche se le sue case furono in gran,parte legate da catene. Un osservatore definì le alture di Marano le "balconate d'Abruzzo".


   

Note
(1) Nota di devozione mariana:
- S. Nunzio (Santo Annunzio): Annunciazione; - Chiesa Parrocchiale dedicata all'Assunta;
- Madonna delle Grazie (Madonna delle Zitelle quando passa di casa in casa);
- Nella chiesa Parrocchiale dei sette altari,cinque erano dedicati alla Madonna: Assunta, Immacolata, Addolorata, Madonna del Rosario, Madonna del Latte (delle Grazie); degli altri due, uno dedicato a Santa Agata (altare risalente al 1400) e l'altro a S. Antonio.
  
Testi tratti dal libro "Marano e la sua piccola storia"
 
 

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